Biografia

La verita’ poetica del colore Paolo Levi I contenuti espressivi di Ezio Tambini si radicano in quella stagione della pittura europea degli inizi del XX secolo che ha voluto proseguire la tradizione figurativa. Con ottime ragioni quindi, questo artista ha resistito alle sirene delle avanguardie contemporanee che annunciano la morte per esaurimento dell’antica arte del fare pittura. La sua dote primaria sta nel suo amore per la forma e il colore, insieme alla capacità innata di enunciare, senza tentennamenti, il messaggio poetico del vero, tramite un’interpretazione intimistica ed emozionante. Ha il dono espressivo di rifuggire dalla retorica della rappresentazione. Egli si rifugia piuttosto nel momento magico che gli consente di captare l’armonia di una natura morta o la bellezza arcana e fragile di un’antica terracotta. È anche ritrattista sapiente, psicologicamente acuto, e inquietante a volte, quando aggiunge un tocco di surrealtà visionaria alle sue composizioni. Ezio Tambini si muove con garbo attraverso il suo mondo contemplato tramite il filtro del colore, che appare assai ben calibrato in un elegante gioco di passaggi tonali pieni e non pastosi. La sua tavolozza esplica tutte le sue potenzialità di linguaggio con elegante ricchezza, concedendo bellezze inedite alla natura morta, al ritratto, al paesaggio. Il mondo di immagini di Tambini si rivela con garbata chiarezza avvolto in una luce intensa che rimanda alla scuola del post impressionismo La sostanza del suo messaggio sta non solo nella certezza del reale, ma anche in una vena poetica struggente e inafferrabile che, provenendo dalla sua interiorità, vagamente trapela sotto la trama della scrittura pittorica e dello stile creativo. E se le sue visioni affermano la sacralità del quotidiano, esse vanno collocate in quella tradizione d’arte che vede nel segno e nel colore un’occasione di pace e di purificazione per la mente e per lo spirito.