Biografia

Cala il colore sull’ombra. Alter ego dell’Uomo ed essenza ancestrale del suo mistero, si fa materiale, densa, indagabile e potenzialmente intellegibile. Ritmata e con una biografia propria nelle coordinate altre del quotidiano. Lucia Fiaschi, autrice di nuove sintesi di storia, artigianato, art Decó, pittura, dà vita ad un ambiente costruito dal colore materico, abitato da figure gotiche costruite da cromie esotiche e da intriganti segni neo-tribali. Figlia di Volterra, il colle etrusco per eccellenza, dalla storia lunghissima e sedimentata, patria delle botteghe di alabastro, che per secoli ne hanno permeato il tessuto urbano, la struttura economica, il profilo esistenziale, si forma all’Istituto Statale d’Arte della città e “all’ombra” dell’Ombra della sera”. L’enigmatica statuetta votiva etrusca che sicuramente ha improntato il subconscio dell’artista, come immagine eidetica di un linguaggio proprio, precipitato del paziente lavoro di “Arts and Crafts”, della formazione artigiana e di designer che sfocia nell’arte pittorica con tecniche ri-pensate sulla bi-dimensione. Perse nel vortice informale e ventoso del tempo, a cui è rimandato il bianco o il nero dripping di ulteriori valenze simboliche, le ombre di Lucia Fiaschi hanno una vita sociale e relazionale e abitano gli spazi consueti. Dell’ombra in senso “ortodosso” resta la silhouette blindata, ma è opposto il punto di partenza della sua manifestazione: non l’azzeramento del dettaglio, ma l’estrema generosità dei segni e delle forme, restituisce alle regine dell’oscurità uno status esistenziale e una brillante luce propria. I contorni delle figure sembrano così dare ordine e direzione al caos di colori e ritmi, con un tono spesso romantico-nostalgico, proprio di uno spazio dove si rallenta l’incedere del tempo. Così al tramonto della sera e della vita, si riordina frettolosa la memoria, in incastri di storie e ricordi, riscaldati dal lato esotico ed energico del sole e delle stelle più remote, della luce sintetica e della luna. E se domina la luce, il versante oscuro dell’esistenza si manifesta in un nuovo ermetismo, in un rompicapo affascinante che porta alle estreme conseguenze le intuizioni di Klimt. Ridondanza intenzionale di arcaiche simbologie, di figure, arabeschi e segni, e di forza selvaggia del colore di cui accoglie la sfida “riflettente” del mistero metafisico. (Elena Capone 2017)