Biografia

Ricordo ancora quanto rimasi affascinata dalla foto di un cesto di mele coloratissime, lucide, vivide: mi sembrava che dalla carta potessi realmente afferrare quei frutti, per assaporarne il dolce succo in un caldo pomeriggio di Luglio. Era invece un’immagine del manuale d’uso di una Kodak Advantix a pellicola, regatala a mio fratello per la sua Prima Comunione. Quella foto si trasformò nell’esemplificazione di come fosse impossibile per me, una ragazzina neofita di 12 anni, utilizzare così bene una qualsiasi macchina fotografica… Cominciai a fotografare ragni sui muri, sassi sulla spiaggia, semi di anguria, ma senza mai cogliere i risultati tanto sperati. Poi, con la quotidianità dello studio, l’entusiasmo dei giochi con fratelli ed amici, le gite al mare ed i primi amori, misi da parte l’hobby della fotografia. Ma qualche anno più tardi per un buffo gioco del destino, ho avuto la fortuna di riavvicinarmi al curioso mondo della fotografia: osservando persone e cose dietro l’obiettivo, si riescono a catturare sensazioni molte volte invisibili “ad occhio nudo”: la malinconia di uno sguardo, la profondità delle rughe di una mano, la delicatezza di un gesto o l’effimera morbidezza di un raggio di luce. Non mi sarei mai immaginata che la fotografia potesse essere tutto questo: me ne stupisco ancora oggi quando ci penso, e soprattutto quando mi torna in mente quel succulento cestino di mele di 24 anni fa… sento ancora l’acquolina in bocca.